Aggiornare o non aggiornare, questo è il dilemma

Come tutti ormai sapete, ieri è stata rilasciata la versione 13.04 di Ubuntu, per gli amici Raring Ringtail.

Ora, la domanda che milioni di utenti Ubuntu si staranno ponendo mangiandosi le unghie nervosamente è: aggiornare o non aggiornare? Ne vale la pena?

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Chiaramente la risposta è soggettiva, ma dando una scorsa alle novità principali e dopo averla provata fin dalle daily build di qualche mese fa, posso dare qualche spunto. In questa sede ragionerò parlando della versione principale, con Unity, e non delle derivate.

Per prima cosa ritengo che i miglioramenti principali siano stati fatti in termini di performance, soprattutto dell’ambiente Unity e soprattutto rispetto alla versione precedente la 12.10. La maggior parte delle novità visibili all’utente mi sembrano soprattutto “cosmetiche”. Non che questo non abbia una sua importanza, sia chiaro, ma bisogna tenerne conto quando si valuta l’opportunità o meno di effettuare un aggiornamento, che comunque sia presenta sempre dei minimi rischi e porta via un po’ di tempo. Un altro punto che vorrei sottolineare, è che il supporto alla 13.04 è dimezzato a 9 mesi, rispetto ai 18 solitamente dedicati alle release non “LTS” (Long Term Support).

Tirando le fila del breve ragionamento, io consiglierei di aggiornare solo a coloro i quali hanno problemi con la versione attuale, ad esempio problemi di lentezza o instabilità che molti lamentano con Ubuntu 12.10, e che sono disposti ad accettare un supporto in termini di update e bugfixing limitato rispetto al passato. A chi non ha particolari problemi, o per chi utilizza la versione 12.04 LTS, cosniglierei di aspettare. Ubuntu come sapete è in rapida evoluzione, mossa dalla strategia di convergenza rivelata lo scorso gennaio con l’arrivo del progetto Ubuntu Touch per telefoni e tablet. Entro la fine dell’anno arriverà un nuovo server grafico ed entro la 14.04 l’ambiente Unity dovrebbe abbandonare Compiz per passare a QML/Qt5.

Le acque quindi si muoveranno ancora e a breve, se non si hanno motivi impellenti, consiglio di aspettare e vedere cosa ci riservano le prossime release. La prossima tappa del viaggio, a fine ottobre, sarà Ubuntu 13.10, battezzata ieri Saucy Salamander 🙂

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