La mia recensione di Mint 17 Cinnamon

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Linux Mint è una distribuzione che apprezzo molto, l’ho usata sul mio pc principale dal 2009 (mitica Mint 7 Gloria) al 2011 nella classica versione Ubuntu-based con GNOME 2, e poi da gennaio ad oggi con Cinnamon. Da tempo ha superato Ubuntu in cima alla classifica di popolarità di Distrowatch, che deteneva quella posizione da diversi anni.

Inoltre Mint ha da poco annunciato un cambio di politica nei cicli di rilascio, con le sole versioni LTS come base dei rilasci basati su Ubuntu.

Non potevo quindi non recensire la prima release che inaugurerà questo nuovo ciclo, Linux Mint 17, nome in codice Qiana.

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La versione che ho provato è la 32 bit equipaggiata con l’ambiente grafico Cinnamon 2.2.9 e basata su Ubuntu 14.04 LTS con kernel Linux 3.13.

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Installazione

L’installatore è lo stesso di Ubuntu e delle recenti versioni di Mint, per cui non mi ci soffermerò, limitandomi a qualche schermata:

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Dopo la consueta mezz’oretta, eccomi pronto a riavviare per poi approdare alla schermata di accesso.

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Primo accesso, applicazioni e utilizzo

La schermata di login mi permette di scegliere l’utente creato in fase d’installazione e di entrare nella sessione di lavoro.

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Vengo accolto da una schermata di benvenuto, una finestra ben nota agli utenti Mint, che potrò non visualizzare nei futuri accessi semplicemente deselezionando l’apposita casellina.

Per i nuovi utenti questo welcome screen può essere invece un ottimo punto di partenza per conoscere il sistema e muoverci i primi passi.

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La scrivania non è stata stravolta rispetto alle ultime versioni di Mint, così come lo sfondo predefinito.

Cinnamon – aggiornato all’ultima versione 2.2 – si presenta col classico pannello in basso, in cui troviamo a sinistra il menù delle applicazioni,poi alcuni lanciatori, le finestre aperte, e a destra indicatori e applet.

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Personalizzare lo sfondo è semplice: dopo un clic col tasto destro sulla scrivania, ne scelgo un altro di quelli installati di default.

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Le applicazioni installate sono tutte aggiornate all’ultima versione, o quasi.

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Se così non fosse, possiamo lanciare l’aggiornatore di pacchetti e provvedere in pochi minuti. L’updater distringue in aggioramenti di sicurezza e aggiornamenti di pacchetto, e assegna un ordine numerico di priorità agli aggioramenti. Funzionalità presente da tempo e a mio avviso utilissima, perché consente all’utente di decidere tra un sistema meno aggiornato ma stabile, oppure aggiornatissimo con tutte le ultime versioni dei programmi disponibili.

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Naturalmente il gestore file Nemo e gli altri componenti di Cinnamon sono allineati con l’ultima versione dell’ambiente desktop.

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Il parco applicazioni è piuttosto ampio (la iso che ho scaricato era di circa 1.2 GB) e contiene per esempio Gimp per il fotoritocco, il messanger Pidgin, la suite LibreOffice, il browser Firefox,Transmission come client torrent e molti altri programmi.

Utilizzare il sistema è piacevole, il consumo di risorse è piuttosto basso Cinnamon risulta fluido e reattivo.

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La fruizione del web e del multimedia è possibile senza problemi fin da subito, out of the box, grazie a plugin e codec proprietari installati di default. Quindi musica, film e video su YouTube sono visualizzabili senza configurazioni particolari.

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Le novità

Le principali novità di MInt 17 Cinnamon sono legati a quest’ultimo.

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Purtroppo non ho notato passi avanti dal punto di vista dei desklet, i widget di Cinnamon che possono essere apposti sulla scrivania. Ancora pochi e fatti maluccio, a mio giudizio.

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Il bloccaschermo invece è rimasto uguale a se stesso, a differenza di Ubuntu che con la 14.04 l’ha aggiornato rendendolo esteticamente integrato nell’ambiente Unity.

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Conclusioni

Questa release non porta enormi novità, ma stabilità e piccole rifiniture. E soprattutto è la prima del nuovo ciclo, e ciò significa che ci accompagnerà per due anni come base delle future versioni di Mint, e che riceverà aggiornamenti fino al 2019. Ottimi motivi per aggiornare da Mint 15 e Mint 16, a mio avviso.

  • Fabrizio Degni

    Ciao, grazie per la review ma a livello di performance e ottimizzazione dei repository è meglio o no di Ubuntu? Ambiente grafico a parte, cosa dovrebbe spingere un utente Ubuntu ad adottarla? Io comunque ho scaricato la MAGE, che sostituiro alla Ubuntu stasera.

    • http://tallinux.altervista.org/ TheTall 82

      Ciao, scusa il ritardo nella risposta. Hai installato la versione Mate? Come ti trovi?
      L’ambiente grafico è una delle motivazioni principali, a livello di repository sono quelli di Ubuntu, ma una grande differenza è l’approccio agli aggiornamenti: il gestore di Mint di default assegna delle priorità ai pacchetti in modo che tu possa applicare solo aggiornamenti critici, mantenendo il sistema più stabile. Inoltre hanno da sempre sconsigliato l’avanzamento da una versione all’altra, preferendo un fresh install. Anche l’ultima decisione di tenere solo LTS come base va in direzione di maggiore stabilità. Discorso totalmente a parte per la Debian based, che non ha Ubuntu come base.

  • Daniele Elaborati

    Ciao Giorgio. Scusa la “latitanza” ma la famiglia impegna , come tu ben sai . Ottima recensione di un prodotto che secondo me fa davvero la differenza. Ho già provato la versione con MATE e va veramente da dio su un pc decisamente vecchio e sono rimasto davvero impressionato dalla reattività addirittura superiore rispetto alla 16…non so se sia merito di Ubuntu Trusty che ci gira sotto, ma sicuramente il “Tuning” effettuato dal team Mint ha un effetto stratosferico sulla distro.